Francesca Marrai

Biografia

Nasce a Pietrasanta il 30 marzo 1987.
Frequenta il Liceo Linguistico e si laurea in Lingue e Letterature Straniere. 
Ama i libri, fantasticare e perdersi nei racconti. Nel 2011, segue un corso di fotografia intitolato "Il Linguaggio dell'Immagine" che le fa scoprire un modo per uscire dalle pagine e illustrare le sue storie. Da quel momento intraprende un progetto personale basato su autoscatti che colleziona durante gli anni. 
Partecipa a varie esposizioni collettive e personali e si perfeziona frequentando altri corsi fotografici, lavorando nel frattempo come Receptionist di Hotel e come traduttrice. Decide poi di dedicarsi completamente alla fotografia facendone una professione.
Nel 2016 inizia una collaborazione con lo studio fotografico NoIdea nella città di Massa, occupandosi di servizi sui bambini.
Nello stesso anno espone presso la Galleria D'Arte Mentana di Firenze per la mostra “Valori di Continuità” con tre sue opere, Alice, Anima e Primavera.
A gennaio 2017 viene selezionata per la mostra “Torino Capitale Europea del Turismo 2017” organizzata dal Museo MIIT di Torino partecipando con l’opera Meteora e a febbraio espone per la quattordicesima edizione di Seravezza Fotografia in una mostra personale di diciotto autoscatti.
Ad aprile 2017 partecipa alla Fiera di Carrara Giorni D’Arte con quattro fotografie, Primavera, Fate, Nebula e Meteora, in uno spazio a lei dedicato.
Nello stesso anno avvia un progetto culturale-associativo chiamato “Fan-Arte” in cui si occupa in prima persona di organizzare e realizzare mostre collettive in vari spazi sul territorio della Versilia, e di promuoversi coinvolgendo altri artisti emergenti.

 

Critica / Opera

Le immagini di Francesca raccontano la sua storia e rappresentano frammenti del suo inconscio.  
Ogni scatto è una pagina del diario segreto che la luce scrive per lei.

"La fotografia mi aiuta a ricordami chi sono, o forse me lo fa scoprire piano piano."  

Per costruire le scene si serve di quei luoghi e oggetti a cui è legata o da cui rimane attratta, e gli fa assumere un significato quasi onirico e visionario. 

"È come se avessi perduto quelle scene e poi le avessi ritrovate, e non volessi lasciarle mai più."
 
I colori hanno un ruolo espressivo fondamentale. Nella creazione di uno scatto cerca di calcolare ogni dettaglio, dalla luce ai vestiti, dai toni cromatici alla composizione, perché tutto contribuisce a restituirle i suoi attimi infiniti. Ma è soltanto dopo aver catturato l'immagine e averla modellata durante la post produzione che realizza di essere riuscita a recuperare il suo mondo. 

"Manipolare la luce è qualcosa di magico che mi fa sentire libera di dipingere le mie finestre dove si trovano confini terreni impenetrabili."

Per le sue immagini sceglie stampe fine art prediligendo la carta cotone, in modo da renderle simili a dipinti.

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